martedì 4 ottobre 2011

Ottobre



Un tempo, era d'estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,

che si destava la mia fantasia.

Inclino adesso all'autunno

dal colore che inebria;

amo la stanca stagione

che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,

nulla più mi consola,

di quest'aria che odora

di mosto e di vino

di questo vecchio sole ottobrino

che splende nelle vigne saccheggiate.

(V. Cardarelli)





Albero autunnale



Già matura

la foglia pel sereno suo distacco

discende

nel cielo sempre verde dello stagno.

Nel calmo

languore della fine, l'autunno s'immedesima.

Dolcissima

la foglia s'abbandona al puro gelo.

Sott'acqua

con incessanti foglie va l'albero al suo dio.

(J. Guillen Orfeo)





Veder cadere le foglie



Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

Soprattutto se sono ippocastani

soprattutto se passano dei bimbi

soprattutto se il cielo è sereno

soprattutto se ho avuto, quel giorno,

una buona notizia

soprattutto se il cuore, quel giorno,

non mi fa male

soprattutto se credo, quel giorno,

che quella che amo mi ami

soprattutto se quel giorno

mi sento d'accordo

con gli uomini e con me stesso.

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

dei viali d'ippocastani.

(N.Hikmet)





Nebbia



La nebbia arriva

su zampine di gatto.

S'accuccia e guarda

la città e il porto

sulle silenziose anche

e poi se ne va via.

(C. Sandburg)





Autunno



Il cielo ride un suo riso turchino

benché senta l'inverno ormai vicino.

Il bosco scherza con le foglie gialle

benché l'inverno senta ormai alle spalle.

Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,

benché senta nell'onda il primo gelo.

é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo

un fiore strano,un fiore a ombrello,un fungo.

(M. Moretti)





Sera d' Autunno



Ascolta....

Con un fruscio secco e lieve,

simile a scalpiccio di fantasmi che passano,

le foglie accartocciate dal gelo si staccano dagli alberi

e cadono.

(A. Crapsey)





Luccica il marciapiede



Luccica il marciapiede, per le vivide

pozze corrono i venti freddolosi.

Non sono ancora i geli dell'inverno,

ma è già tempo di scrosci e di burrasche.

Macchine,ombrelli di passanti, acceso

luccichio di vetrine e di réclames......

Anche la notte qui somiglia al giorno,

in città non esistono le tenebre.

(V. Solouchin)





Mattino d'autunno



Che dolcezza infantile

nella mattinata tranquilla!

C'è il sole tra le foglie gialle

e i ragni tendono fra i rami

le loro strade di seta.

(F. G. Lorca)





Motivo autunnale



Soffia sui campi la tramontana;

gli alberi scuote.

e dai rami inariditi

stacca le morte foglie.

Il vento le sparge,

lontano per i campi:

restan sol i neri fusti

che tristi agitano i rami spogli.

(P. Javorov)





Dopo la nebbia



Dopo tanta

nebbia

a una

a una

si svelano

le stelle.

Respiro

il fresco

che mi lascia

il colore

del cielo

(G. Ungaretti)





La terra si veste



La terra si veste

del giallo delle foglie

in autunno.

Il vento

raccoglie i sussurri

dei trepidi uccelli

e gioca

coi rami avvizziti

che additano il cielo.

Ho visto danzare

sul mare

tanti pezzetti di luna.

(A. Russo)





Nebbia



Che nebbione,stamattina!

E' sparito il campanile

che saliva verso il cielo.

Stan sugli orli delle strade

case grigie,senza forma:

la città sembra che dorma.

Ombre frettolose e rade

se ne vanno imbacuccate

lungo i muri rattristati,

perché il sole non li scalda.

Poche macchine per via

romban piano, i fari accesi.

Vanno i tram,scampanellando

tra quei veli cinerini

che nell'aria stan sospesi.

E le piante mute e spoglie

sono ancora in doppia fila

lungo i viali? O son fuggite

a riprendersi le foglie

in gran mucchi rastrellate?

E l'antenne sopra i tetti

si son forse distaccate

dai legami con la terra

per poter dormire un poco?

Nel nebbione, stamattina,

tutto può sembrare un gioco

misterioso.

(B. Paltrinieri)





La prima pioggia



Scendon le gocce della prima pioggia

che sui selciati ancor timida batte,

mentre settembre lietamente sfoggia

l'ardore delle sue bacche scarlatte.

E le foglie chiacchierine

parlano dell'autunno che ritorna

e che sotto la pioggia fine fine

di pampini e di bacche agile s'adorna.

(M. Moretti)





L'estate è finita



Sono più miti le mattine

e più scure diventano le noci

e le bacche hanno un viso più rotondo.

La rosa non è più nella città.

L'acero indossa una sciarpa più gaia.

La campagna una gonna scarlatta,

Ed anch'io, per non essere antiquata,

mi metterò un gioiello.

(E. Dickinson)





Bosco d'autunno



Ha messo chiome il bosco d'autunno.

Vi dominano buio, sogno e quiete.

Né scoiattoli, né civette o picchi

lo destano dal sogno.

E il sole pei sentieri dell'autunno

entrando dentro quando cala il giorno

si guarda intorno bieco con timore

cercando in esso trappole nascoste.

(B. Pasternak)





Cadono le foglie



Cadono già le foglie. Sono stanche.

Hanno visto tant'acqua e tanto sole.

Sbocciate con le tenere viole,

cadono prima delle nevi bianche.

La loro vita dura una stagione:

cadono a sciami, a sciami frusciando;

i bimbi le sparpagliano passando

e le raccolgono a farsene corona.

Il vento le trasporta in mulinello

e soffia e picchia con malinconia;

esse fan tutti gli anni questa via:

parton col brutto e tornano col bello.

(R. Callevi)





Foglie gialle



Ma dove ve ne andate,

povere foglie gialle

come farfalle

spensierate?

Venite da lontano o da vicino

da un bosco o da un giardino?

E non sentite la malinconia

del vento stesso che vi porta via?





Ottobre



O silenzioso mite mattino d'ottobre,

le foglie son mature per cadere;

il vento di domani, se avrà forza,

le spazzerà via tutte.

Chiamano i corvi sopra la foresta;

domani forse a stormi se ne andranno.

O silenzioso mite mattino d'ottobre;

lento comincia le ore di questa giornata.

Fa' che il giorno ci sembri meno breve.

Non ci dispiace se tu dolcemente ci illudi,

illudici nel modo che tu sai.

Stacca una foglia allo spuntar dell'alba,

a mezzogiorno stacca un'altra foglia;

una dai nostri alberi, ed un'altra

molto lontano.

Trattieni il sole con nebbie gentili;

incanta la campagna d'ametista.

Ma piano, piano!

Per amore dell'uva, se non altro,

i cui pampini bruciano nel gelo,

i cui grappoli andrebbero distrutti

per amore dell'uva lungo il muro.

(R. Frost)

mercoledì 4 maggio 2011

Festa della mamma



Il collega Antonio Terrazzano l'ha realizzato per i piccoli della classe 1A

A MIA MADRE di De Amicis

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant'anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d'Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.
Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei
Vorrei veder me vecchio e lei...
dal sacrificio mio ringiovanita!

lunedì 28 marzo 2011

Lavoretti per la Pasqua



Realizzato dal collega Antonio Terrazzano




Qualche link per i lavoretti di Pasqua:

http://familyfun.go.com/crafts/rock-a-bye-birdies-675259/


http://familyfun.go.com/crafts/egg-garden-672364/


http://familyfun.go.com/crafts/fancy-feathered-friends-675266/

giovedì 17 marzo 2011


AMORE ALLA PATRIA ED ALL'UMANITA'

Giovanni Pascoli

Quando si parla di Patria, viene in mente la madre.


Voi certo amate vostra madre più di tutte le altre donne, perché vostra madre ha diritto ad essere amata sopra ogni altra.

Ma non sarebbe giusto per questo che voi disprezzaste, le madri degli altri, perché anch'esse hanno diritto ad essere amate e rispettate, perché anch'esse lavorano e si affaticano per i loro figli.

Così voi dovete amare la Patria vostra più delle altre Nazioni; ma non dovete disprezzare queste ultime, ove sono fanciulli, genitori che si affaticano e lavorano, uomini che consacrano la loro vita al bene di tutte le persone senza distinzione di razza e di nazionalità…

Italia



ITALIA
Giosuè Carducci

Italia, Italia! Dalle Alpi per l'Appennino a' due mari;
sulla riviera ligure, in riva ai fiumi e ai laghi piemontesi e lombardi; via per i colli d'Emilia e Toscana;
e per il Piceno ridente, e per l'Umbria serena, e per la Comarca solenne;
e per li rigidi e floridi Abruzzi; e per la Campania e per la Puglia ubertose;
e per la selvosa Calabria; e nell'isola bella del sole, e nella severa isola dei nuraghi,
dovunque, cui lo spirito di Gracco e la forza di Cesare marcò dell'impronta di Roma, signora della civiltà mediterranea;
dovunque e per tutto, Italia, Italia!
Ogni regione è un focolare, ogni città è un altare!

La storia del Tricolore



http://www.youtube.com/watch?v=8xUlqB1wyXY&NR=1

Il Tricolore


La storia del Tricolore raccontata attraverso un cartone animato


http://www.youtube.com/watch?v=JXTkCUtruf8

Il Tricolore


La storia del Tricolore raccontata attraverso un cartone animato.

L'inno



Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Uniamoci, amiamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!

Unità d'Italia




E' VIVA L'ITALIA

Fieri di essere cittadini d'Italia

La nostra Carta Costituzionale nell'Art. 5. recita:

"La Repubblica, una e indivisibile"

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