I versi degli animali
Allodola --- fischia, trilla, canta
Ape - calabrone - mosca - vespa - zanzara --– ronza
Aquila --- grida
Asino, Mulo--- raglia
Beccaccino--- fischia
Canarino --- canta, gorgheggia
Cane --- abbaia, guaisce, ringhia, latra, ulula, uggiola, mugola
Capinera - Passero --- cinguetta
Capra - Pecora --- bela
Cavalletta --- stride
Cavallo --- nitrisce, soffia, sbuffa
Cervo --- bramisce
Cicala --- frinisce, stride
Cigno --- sibila, soffia
Cinghiale --- grugnisce, ruglia
Civetta --- squittisce, stride
Coccodrillo –-- trimbula
Colombo - piccione - tortora --– tuba, gruga
Coniglio --- squittisce, ziga
Cornacchia - corvo - gazza --- stride, gracchia
Elefante --- barrisce
Falco --- stride
Fringuello, Pettirosso --- chioccola
Gallina --- crocchia, chioccia
Gallo --- canta
Gatto --- miagola, soffia
Grillo--- canta, stride
Gufo --- gufa, soffia
Iena --- ride, ulula
Leone --- ruggisce, soggia
Lupo --- ulula, abbaia, urla
Maiale --- grugnisce, grufola
Merlo --- canta, chioccola, fischia, zirla
Mucca --- muggisce
Oca --- gracida, grida, soffia
Orso--- bramisce, ringhia, ruglia
Pappagallo --- garrisce, gracchia, parla
Pavone --- grida, stride
Pulcino --- pigola
Quaglia --- stride
Rana --- gracida, canta
Rondine --- garrisce
Scimmia --- grida, urla
Serpente --- fischia, sibila, soffia
Tacchino --- gloglotta
Topo --- squittisce, zirla
Tordo --- zirla, fischia
Tortora --- gruga
Usignolo --- trilla, canta, gorgheggia
Volpe --- guaiuola, abbaia, guaisce
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domenica 2 novembre 2014
mercoledì 1 aprile 2009
Esotismi
Si chiamano esotismi quei vocaboli francesi e inglesi che sono entrati nel nostro linguaggio e vengono usati anche quando nella nostra lingua esiste la voce corrispondente.
Bluff (pr. blef) = inganno;
raid (pr. reid) = incursione;
bureau (pr. biurò) ufficio;
club (pr. clab) = circolo, associazione;
golf (pr. golf) = maglione;
sandwich (pr. sènduic) = panino ripieno;
carnet (pr. carné) = taccuino, diario;
atelier (pr. atelié).
Bluff (pr. blef) = inganno;
raid (pr. reid) = incursione;
bureau (pr. biurò) ufficio;
club (pr. clab) = circolo, associazione;
golf (pr. golf) = maglione;
sandwich (pr. sènduic) = panino ripieno;
carnet (pr. carné) = taccuino, diario;
atelier (pr. atelié).
sabato 21 marzo 2009
La Grammatica
La grammatica ha un ruolo importantissimo nella lingua, le sue regole servono a disciplinare la lingua al fine di comunicare ed espromersi senza caos.
La grammatica si distingue in:
fonologia che insegna la corretta pronuncia (ortoepìa) e la corretta scrittura (ortografia) delle parole;
morfologia che insegna a riconoscere le parole in quanto parti variabili (nome, articolo, verbo, aggettivo, pronome) e invariabili (avverbio, preposizione, congiunzione, interezione) del discorso;
sintassi che insegna a coordinare le parole nella proposizione e le singole proposizioni nel periodo. Nel primo caso si ha la sintassi semplice, nel secondo la sintassi composta.
Pubblicità
La pubblicità è l'anima del commercio e l'anima della pubblicità è lo slogan (messaggio svelto e sintetico).
Lo slogan pubblicitario richiama l'attenzione di un pubblico mediante accorgimenti ed enfatizzando il codice linguistico.
L'inventore dello slogan ricorre ai prefissi extra, iper, super, ultra, e li premette senza scupoli grammaticali, non solo agli aggettivi ma anche ai nomi, ai verbi e agli avverbi ( extravergine, ipercandeggiante, superpannolino, ultraspray...);
usa nomi composti(ammazzasete, attaccatutto...);
usa locuzioni in cui gli aggettivi svolgono il ruolo di avverbi (veste giovane, lava bianco, stira morbido...);
usa la rima;
conia parole nuove (amarevole).
Lo slogan pubblicitario richiama l'attenzione di un pubblico mediante accorgimenti ed enfatizzando il codice linguistico.
L'inventore dello slogan ricorre ai prefissi extra, iper, super, ultra, e li premette senza scupoli grammaticali, non solo agli aggettivi ma anche ai nomi, ai verbi e agli avverbi ( extravergine, ipercandeggiante, superpannolino, ultraspray...);
usa nomi composti(ammazzasete, attaccatutto...);
usa locuzioni in cui gli aggettivi svolgono il ruolo di avverbi (veste giovane, lava bianco, stira morbido...);
usa la rima;
conia parole nuove (amarevole).
Il dialetto
Il dialetto è una lingua che viene usato nella vita familiare perche gli si riconosce freschezza ed efficacia espressiva, mentre ci si astiene dall'usarlo in pubblico nel timore che degradi il livello culturale e sociale.
Eppure il dialetto non ha nulla da invidiarealla lingua nazionale: esso è una lingua completa con norme morfologiche, fonologiche e sintattiche da osservare.
Molti scrittori e poeti hanno scritto, servendosi dei mezzi espressivi del dialetto, opere di elevato livello artistico.
Eppure il dialetto non ha nulla da invidiarealla lingua nazionale: esso è una lingua completa con norme morfologiche, fonologiche e sintattiche da osservare.
Molti scrittori e poeti hanno scritto, servendosi dei mezzi espressivi del dialetto, opere di elevato livello artistico.
Neologismi
I neologismi nascono, nel nostro tempo, dall'esigenza di dare un nome alle numerose scoperte della ricerca tecnica e scientifica ed ai nuovi aspetti della vita sociale, economica e politica
sabato 7 febbraio 2009
Italiano
L'italiano come le altre lingue neo - latine (francese, spagnolo, portoghese, rumeno) deriva dal latino.
I Romani giunsero a conquistare quasi tutto il mondo conosciuto al loro tempo ed ai popoli vinti imposero, insieme con le loro leggi, la propria lingua: il latino.
Parole e frasi latine sono entrate nell'uso della lingua italiana e non soltanto nella lingua specialistica dei filosofi, dei giuristi... ma anche in quella della pratica comunicazione giornaliera.
Queste alcune espressioni latine che frequentemente inseriamo nei nostri discorsi per conferire maggiore nerbo ed incisività espressiva:
In vino veritas:nel vino è la verità. Nello stato di ubriachezza,l'uomo esprime pensieri, formula giudicizi, che in circostanze diverse avrebbe tenuto per sè.
Ubi maior, minor cessat: dove c'è una persona più importante, la meno importante si tira indietro. E' la frase chein tono fra scherzoso e cerimonioso, pronunciamo nel dare la precedenza a persone di riguardo.
Risalgono al periodo compreso tra l'VIII ed il X secolo i primi documenti della nostra lingua. I più noti di questi documenti sull'origine della nostra lingua : sono
1)- indovinello veronese (fine VIII secolo)che allude all'arte dello scrivere;
2)- carta capuana che riproduce il discorso di un testimone durante una vertenza giudiziaria sorta, per una questione di confini, fra il monastero di Montecassino e un tale Rodelgrimo di Lapo.
Indovinello veronese:
Se pareba boves, alba pratalia araba, et albo versorio teneba, et negro semen seminaba.
Tradotto e interpretato così:
Si spingeva avanti i buoi (le dita di chi scrive), arava un campo bianco (il foglio di carta) e teneva un bianco aratro (la penna d'oca) e seminava nero seme (l'inchiostro).
Carta capuana:
Sao ko kelle terre fini que ki contene,
trenta anni le possette parte sancti Benedicti.
Tradotto così:
So che quelle terre con quei confini che qui (nella carta) si contengono, le possedette per trent'anni la parte (il monastero) di San Benedetto.
I Romani giunsero a conquistare quasi tutto il mondo conosciuto al loro tempo ed ai popoli vinti imposero, insieme con le loro leggi, la propria lingua: il latino.
Parole e frasi latine sono entrate nell'uso della lingua italiana e non soltanto nella lingua specialistica dei filosofi, dei giuristi... ma anche in quella della pratica comunicazione giornaliera.
Queste alcune espressioni latine che frequentemente inseriamo nei nostri discorsi per conferire maggiore nerbo ed incisività espressiva:
In vino veritas:nel vino è la verità. Nello stato di ubriachezza,l'uomo esprime pensieri, formula giudicizi, che in circostanze diverse avrebbe tenuto per sè.
Ubi maior, minor cessat: dove c'è una persona più importante, la meno importante si tira indietro. E' la frase chein tono fra scherzoso e cerimonioso, pronunciamo nel dare la precedenza a persone di riguardo.
Risalgono al periodo compreso tra l'VIII ed il X secolo i primi documenti della nostra lingua. I più noti di questi documenti sull'origine della nostra lingua : sono
1)- indovinello veronese (fine VIII secolo)che allude all'arte dello scrivere;
2)- carta capuana che riproduce il discorso di un testimone durante una vertenza giudiziaria sorta, per una questione di confini, fra il monastero di Montecassino e un tale Rodelgrimo di Lapo.
Indovinello veronese:
Se pareba boves, alba pratalia araba, et albo versorio teneba, et negro semen seminaba.
Tradotto e interpretato così:
Si spingeva avanti i buoi (le dita di chi scrive), arava un campo bianco (il foglio di carta) e teneva un bianco aratro (la penna d'oca) e seminava nero seme (l'inchiostro).
Carta capuana:
Sao ko kelle terre fini que ki contene,
trenta anni le possette parte sancti Benedicti.
Tradotto così:
So che quelle terre con quei confini che qui (nella carta) si contengono, le possedette per trent'anni la parte (il monastero) di San Benedetto.
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